PIAZZA FACEBOOK: la censura sul web diventa canzone
Ritorna l’Altroparlante con una traccia contro la censura in rete
“PIAZZA FACEBOOK” è il nuovo brano de L’Altroparlante nato da quando Facebook, il social-network più in voga del momento, ha censurato due suoi video, “Canzone ad personam” e “Lettera aperta”, poi pubblicati da Sabina Guzzanti sul suo sito ufficiale. In “Piazza facebook” L’Altroparlante immagina uno scenario possibile tra qualche anno, stile 1984 di George Orwell, quando la censura potrebbe impedire la circolazione del libero pensiero sulla rete. “Piazza Facebook”, come un po’ tutta la musica de L’Altroparlante. si muove su base r'n'b/hip-hop e la melodia fa da colonna sonora al testo eseguito in una sorta di rap non invasivo.
You Tube: www.youtube.com/watch?v=gYZlYZTVtRk
My Space: www.myspace.com/laltroparlanteofficial
Facebook: www.facebook.com/pages/LALTROPARLANTE/32374282725
Mp3 free (da MusicaNapoletana.com): www.musicanapoletana.com/files/PiazzaFacebook-Laltroparlante.mp3
Il testo:
PIAZZA FACEBOOK
Dalla finestra della mia stanza
Si vedeva una piazza immensa
Su di un muro c’era scritto
“Qui ognuno è libero di dire quello che pensa”
E s’incontrava gente continuamente
Non c’era distinzione di razza in quella piazza
Nascevano amicizie, persino amori
E le persone erano migliori di quello che volevano farci credere
Le notizie arrivavano dirette
Senza alcun filtro senza censura
Finché un giorno a qualcuno quella piazza
Cominciò a dar fastidio, a mettere paura
Perché la libertà si sa è un bene per tanti
Ma un pericolo per pochi
E quei pochi son sempre i più potenti
E sono loro che decidono per tutti quanti
Te lo dico io quello che puoi dire
Te lo dico io quello che puoi fare
Te lo dico io quello che puoi guardare
Te lo dico io, te lo dico io
Te lo dico io quello che puoi pensare
Te lo dico io quello che puoi sapere
Te lo dico io quello che puoi sognare
Era una piazza virtuale sì
Ma frequentata da gente reale
Con sogni reali, speranze e problemi reali
E una voglia immensa di libertà reale
Si parlava di tutto e qualche volta si litigava pure
Anche a parolacce ma le parole
Se pure fanno male a qualcuno
Non hanno ammazzato mai nessuno
Per noi che quella piazza l’abbiamo frequentata
E su quei muri abbiamo scritto parte della nostra vita
Sappiamo cos’era e cosa non c’è più
Adesso che quei muri li hanno buttati giù
con preghiera di pubblicazione e/o citazione